Lavinia Cernau
"La fotografia mi trasporta – sia in senso figurato che letterale – in luoghi che credo di aver già visto con la mente, scoprendoli al contempo fisicamente. È il mio modo di esprimere ciò che è sempre stato dentro di me e ciò che il contrasto tra luce naturale e ombre mi rivela."
Lavinia CernauLavinia Cernau è una fotografa specializzata in viaggi, moda e lifestyle, con una particolare predilezione per il Mediterraneo.
Il suo lavoro si concentra in particolare su momenti quotidiani congelati nel tempo, immersi in una luce dorata unica e cinematografica. La visione artistica di Lavinia combina colore, luce e narrazione per creare un'atmosfera di nostalgica libertà e scene autentiche, cariche di vita.
Intervista
1. Quando fotografi una donna in quanto donna, questo cambia effettivamente qualcosa nel tuo rapporto con il soggetto o nel corso della sessione fotografica?
Il mio obiettivo, in ogni sessione che conduco, è catturare quei momenti, quelle frazioni di secondo in cui i miei soggetti rivelano la loro vulnerabilità, soprattutto la loro natura umana, e in cui vivono pienamente il presente; questo è stato il caso anche di queste immagini.
2. Ci sono convenzioni visive ereditate dallo sguardo maschile che hai cercato consapevolmente di smantellare o, al contrario, di appropriarti?
Mi piace pensare di costruire, di creare le mie scene. Sono una persona molto visiva e, come tale, visualizzo la scena in anticipo; ho tutto in testa prima ancora di iniziare a metterla in scena. Per me, inoltre, è tutta una questione di spontaneità: lascio che i soggetti si muovano e interagiscano con me, quindi in definitiva è un processo collaborativo. Che l'intero processo sia inconsciamente influenzato dallo sguardo maschile – o da qualsiasi altro sguardo, del resto – è ovvio, ma credo sinceramente che il mio stile visivo come fotografo parli da sé.
3. In che modo il tuo corpo e la tua esperienza di donna hanno influenzato il modo in cui inquadri, metti in scena e scegli un momento?
È intrinseco al mio approccio femminile alla fotografia, all'inquadratura e, in definitiva, alla scelta del momento, ma credo che soprattutto si basi sul mio istinto e sull'energia che fluisce tra me e il soggetto; è più una questione di individualità, è una questione di sicurezza e di istinto.
4. Ti riconosci in ciò che fotografi, oppure è proprio la distanza tra te e il soggetto che ti interessa?
In ogni fotografia che scatto, c'è indubbiamente una parte di me che detta e riflette l'umore, l'energia e tutto ciò che sono in quel preciso istante.
5. Pensi che esista uno "sguardo femminile" ben definito, o ti sembra un concetto riduttivo?
Credo che, in quanto esseri umani, ognuno di noi abbia una prospettiva unica sul mondo, e questo è ancora più vero per i fotografi. Il concetto di "sguardo femminile" sembra effettivamente, da questo punto di vista, alquanto limitante.
6. Qual è la tua visione delle coppie, dell'amore e della tenerezza?
È qualcosa di molto particolare per ogni coppia, e per me, attraverso il mirino, ci sono tantissime sensazioni ed emozioni che possono essere percepite e catturate; credo che sia la ricchezza dell'esperienza umana e la capacità di mostrare le proprie emozioni e i propri sentimenti a rivelarsi così potente per noi fotografi; da lì in poi, tutto dipende dalla propria visione artistica.
7. In che modo queste fotografie arricchiscono la presentazione del tuo lavoro, che tende a enfatizzare l'arte di vivere?
Per me, tutto ruota attorno all'arte di vivere; queste foto sono quindi solo alcune delle immagini di cui vado molto fiero, perché incarnano la mia visione e la mia filosofia.
8. Quale storia racconta la tua serie? E qual è il suo contributo al progetto "Donne, dalle donne"?
È così pieno di emozioni e tenerezza, di vita e amore! È un cliché, ma parla di essere presenti e vivere il momento. Il fatto che Sarah e Marco siano una coppia vera aiuta molto, e tutto sembra così reale, così potente, almeno per me.
Penso che la mia serie offra semplicemente una prospettiva diversa, ma allo stesso tempo sia molto accessibile, persino convenzionale. Mi piace mantenere le cose semplici.